Un'email di follow-up dopo un colloquio non ribalta una candidatura debole, ma a parità di altri fattori può fare la differenza tra due candidati validi. Il motivo non è magico: dimostra attenzione e reale interesse, due cose che un colloquio da solo non sempre riesce a comunicare del tutto.
Quando inviarla
Entro 24 ore dal colloquio, idealmente la sera stessa o la mattina dopo. Oltre le 48 ore, l'effetto si affievolisce: il ricordo del colloquio nella mente di chi ti ha intervistato è già meno vivido, e l'email rischia di sembrare un ripensamento tardivo più che un gesto naturale.
Cosa deve contenere (ed essere breve)
- —Un ringraziamento puntuale per il tempo dedicato, non generico
- —Un riferimento tangibile a un punto discusso nel colloquio, che dimostri che hai ascoltato per davvero
- —Una riga che rinnova l'interesse per il ruolo, senza supplicare
"Grazie per il tempo di oggi, in particolare per aver approfondito come gestite [progetto mirato menzionato]: mi ha confermato quanto il ruolo sia allineato con quello che cerco" fa il lavoro in tre righe. Non serve un paragrafo lungo, e non serve ripetere il tuo intero background: quello lo ha già in mano chi ti ha intervistato.
Se il colloquio è andato con più persone
Un'email identica copiata e incollata a più interlocutori diversi si nota facilmente se confrontano le email tra loro, cosa che succede più spesso di quanto si pensi. Personalizza almeno una riga per ciascuna persona, agganciata a qualcosa di puntuale di cui avete parlato solo con lei.