Comunicare le proprie dimissioni a volte genera una controproposta immediata dal datore di lavoro attuale (un aumento, una promozione accelerata, un cambio di ruolo), pensata per farti restare. La reazione istintiva è vederla come una vittoria, ma conviene fermarsi a valutarla con più attenzione.
Chiediti perché non è arrivata prima
Se le tue richieste (aumento, cambio di ruolo, maggiore riconoscimento) erano note da tempo e sono state accolte solo di fronte al rischio vero e proprio di perderti, chiediti se l'azienda avrebbe fatto lo stesso senza quella pressione, o se si tratta solo di una soluzione tampone per il momento.
I dati mostrano che chi accetta spesso se ne va comunque entro un anno
È un'osservazione ricorrente nel settore delle risorse umane (senza una fonte unica e definitiva a supportarla in modo scientifico) che chi accetta una controproposta e resta, spesso lascia comunque l'azienda entro 6-12 mesi successivi: il motivo originale delle dimissioni raramente scompare solo perché lo stipendio è aumentato.
Il numero sullo stipendio non è l'unica cosa che deve cambiare
Se il problema originale era la relazione con un manager puntuale, la mancanza di crescita, o la cultura del team, un aumento di stipendio da solo non risolve nessuno di questi problemi strutturali. È meglio chiedersi in modo diretto cosa cambierebbe concretamente oltre alla cifra sullo stipendio.