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Carriera16 maggio 2025 · 4 min di lettura

Ti hanno fatto una controproposta proprio mentre ti dimettevi: e adesso?

Una controproposta arrivata all'ultimo momento sembra una vittoria. Nella maggior parte dei casi risolve solo il problema nel breve termine.

Comunicare le proprie dimissioni a volte genera una controproposta immediata dal datore di lavoro attuale (un aumento, una promozione accelerata, un cambio di ruolo), pensata per farti restare. La reazione istintiva è vederla come una vittoria, ma conviene fermarsi a valutarla con più attenzione.

Chiediti perché non è arrivata prima

Se le tue richieste (aumento, cambio di ruolo, maggiore riconoscimento) erano note da tempo e sono state accolte solo di fronte al rischio vero e proprio di perderti, chiediti se l'azienda avrebbe fatto lo stesso senza quella pressione, o se si tratta solo di una soluzione tampone per il momento.

I dati mostrano che chi accetta spesso se ne va comunque entro un anno

È un'osservazione ricorrente nel settore delle risorse umane (senza una fonte unica e definitiva a supportarla in modo scientifico) che chi accetta una controproposta e resta, spesso lascia comunque l'azienda entro 6-12 mesi successivi: il motivo originale delle dimissioni raramente scompare solo perché lo stipendio è aumentato.

Il numero sullo stipendio non è l'unica cosa che deve cambiare

Se il problema originale era la relazione con un manager puntuale, la mancanza di crescita, o la cultura del team, un aumento di stipendio da solo non risolve nessuno di questi problemi strutturali. È meglio chiedersi in modo diretto cosa cambierebbe concretamente oltre alla cifra sullo stipendio.

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