Non tutti i processi di selezione chiedono le referenze, ma quando lo fanno arrivano quasi sempre in fase finale, quando l'azienda ha già deciso di assumerti. Proprio per questo, gestirle male in quel momento può rovinare un'offerta che era ormai quasi in tasca.
Non mettere "referenze disponibili su richiesta" nel CV
È una frase che non aggiunge informazione: se servono, te le chiederanno comunque. Occupa spazio nel CV senza dire nulla di verificabile, ed è considerata da molti recruiter un riempitivo datato più che un'informazione utile.
Chi conosci non conta quanto chi ti ha visto lavorare
Un ex manager diretto che può parlare del tuo lavoro quotidiano vale più di un dirigente di alto livello che ti conosceva solo di vista. Chi chiama per una referenza cerca dettagli tangibili sul tuo modo di lavorare, non un endorsement generico da parte di un nome altisonante.
Avvisa sempre prima, senza eccezioni
Dare il contatto di qualcuno senza avvisarlo prima è un rischio doppio: la persona potrebbe rispondere in modo distratto o impreparato a una chiamata inattesa, e potrebbe anche risentirsi di essere stata coinvolta senza permesso. Un messaggio breve prima di ogni processo di selezione avanzato ("potrebbero contattarti nei prossimi giorni per una referenza su di me, va bene?") evita entrambi i problemi.
Prepara le tue referenze come prepari te stesso
Se sai che una referenza sta per essere contattata, condividi con quella persona il ruolo preciso per cui ti stai candidando e 2-3 punti che vorresti emergessero, senza scriverle un copione. Una referenza allineata con quello che hai raccontato tu in colloquio rafforza la tua candidatura; una referenza che racconta una versione diversa, anche in buona fede, la indebolisce.