La scelta del font nel CV è spesso vista come una decisione puramente estetica, ma ha anche implicazioni tecniche reali su come il documento viene visualizzato e, in alcuni casi, su come viene elaborato da un sistema automatico.
Font non standard possono causare sostituzioni indesiderate
Se il CV usa un font poco comune e il dispositivo che lo apre non lo ha installato, il sistema lo sostituisce automaticamente con un font predefinito, alterando spaziatura e a volte persino la formattazione generale del documento, in un modo che l'autore non ha mai visto e non può controllare.
I font di sistema restano la scelta più sicura
Font ampiamente diffusi e preinstallati su quasi ogni sistema operativo (Arial, Calibri, Georgia, Times New Roman e simili) garantiscono che il documento appaia in modo prevedibile ovunque venga aperto, sia da un essere umano sia processato da un software.
Il PDF con font incorporati risolve gran parte del problema
Se il PDF viene generato incorporando (embedding) i font utilizzati, il file mantiene l'aspetto voluto indipendentemente dal dispositivo che lo apre, anche con un font meno comune. Va verificato che l'esportazione lo faccia effettivamente, opzione non sempre attiva di default in tutti i software.